Antagonist

Il posturometrista

Già da qualche anno nel panorama nazionale delle figure professionali operanti nel complesso tema della postura è emersa una figura nuova:

il Tecnico di Posturometria.

Esso, con l’arte sua del misurare, risponde alla necessità di quanti operano nel campo della postura. con specifiche competenze nelle varie discipline (mediche, odontoiatriche , fisioterapiche, ortottistiche, optometristiche, chiropratiche, osteopatiche, et cetera…).

Preparato con un iter formativo universitario possiede una valida conoscenza della anatomia e della neurofisiologia dell’uomo ed ha una ottima conoscenza e padronanza di sofisticati dispositivi elettronici e non atti alla misurazione della postura statica e/o dinamica (Posturometria).

L’uso con competenza di strumenti quali; le pedane posturostabilometriche e baropodometriche, l’elettromiografo di superficie, il kinesiografo, la tens, lo scoliosometro, il podoscopio ed altri.

Permettono al Tecnico di Posturometria di fissare innumerevoli parametri della postura statica e dinamica, con criteri di elevata oggettività, ripetibilità e sovrapponibilità permettendo quindi una comparazione tra diversi esami, ovviamente ripetibili sempre nel modo o nel tempo.

Questa possibilità consente di individuare e memorizzare una norma individuale di riferimento, molto utile agli operatori sanitari e parasanitari, sia per la formulazione della diagnosi che, come conforto, durante il processo riabilitativo e posturale.

In altre parole il Tecnico di Posturometria è quell’operatore che, raccolti i dati strumentali, mette a disposizione delle figure sanitarie professionali abilitate tutte le possibile misure e variabili.

Permettendo a tutti di affinare il tradizionale modo empirico e clinico semeiologico di far diagnosi.

Un modo nuovo di analizzare e misurare la postura.

Trattare la Postura e parlare di Posturologia oggi, grazie al Tecnico di Posturometria, può essere meno complesso.

Già Leonardo da Vinci recitava:

“Nessuna umana investigazione può dimandarsi vera scienza s’essa non passa per le matematiche osservazioni” e più recentemente anche il legislatore si è occupato di questo tema esprimendo le sue linee guida tra le pagine dei Quaderni Ministeriali della Salute:

Concludendo, in presenza, quindi, di un paziente disfunzionale che presenta problemi nel distretto tonico-posturale noi ai fini diagnostici:

  • visita posturale;
  • rilevamento dei dati antropometrici;
  • analisi della motilità articolare generale;
  • esame alla pedana stabilometrica;
  • elettromiografia;
  • kinesiografia mandibolare.

…omissis...”

La gestione del paziente con problemi complessi come quelli che coinvolgono l’apparato tonico-posturale deve tenere conto, da un canto, delle singole esigenze di ogni paziente individualizzando nei tempi e nei modi più idonei i differenti trattamenti e, dall’altro, delle indicazioni della letteratura associate e filtrate attraverso l’esperienza clinica dell’operatore, che per affrontare e risolvere tutti gli aspetti coinvolti nel quadro disfunzionale e doloroso potrà richiedere l’intervento di altri specialisti.”

(N°7 gennaio-febbraio 2011. Roma Ministero della Salute)